

Un padiglione climatico che raccoglie e riutilizza l’acqua piovana per creare un rifugio urbano ombreggiato e rinfrescante, trasformando l’acqua in un’esperienza condivisa di comfort e benessere.
(en)
A climate-responsive pavilion that collects and reuses rainwater to create a shaded, cooling urban refuge, transforming water into a shared experience of comfort and well-being.

Il progetto affronta una questione che sta diventando sempre più urgente nelle città contemporanee: la combinazione tra l'aumento delle temperature, periodi di siccità più prolungati e precipitazioni improvvise e intense.
Le isole di calore urbane sono ormai una condizione estiva ricorrente, intensificata dalla presenza di pavimentazioni impermeabili, dall'elevata densità edilizia, dalla riduzione della vegetazione e dalle facciate riflettenti. Molti spazi pubblici diventano poco confortevoli proprio nei momenti in cui sarebbero maggiormente necessari, mentre le aree verdi di nuova realizzazione spesso impiegano anni prima che i loro alberi riescano a offrire ombra e riparo significativi. In questo contesto, l'ombra, l'acqua e il comfort climatico devono essere considerati vere e proprie infrastrutture pubbliche.
Roma rende questa contraddizione particolarmente evidente. La città possiede una lunga storia culturale e infrastrutturale costruita intorno all'acqua, eppure oggi deve affrontare una pressione crescente dovuta a siccità, ondate di calore e a una cultura ancora insufficiente del riutilizzo dell'acqua piovana. La pioggia viene spesso considerata qualcosa da smaltire rapidamente, anziché una risorsa da raccogliere, immagazzinare e reintrodurre nell'ambiente urbano.
Sebbene le strategie della sponge city stiano acquisendo sempre maggiore rilevanza a livello internazionale, non sono ancora integrate in maniera sufficientemente incisiva nella progettazione urbana quotidiana. Pluvia propone una risposta di piccola scala ma replicabile: un padiglione che raccoglie la pioggia quando arriva, la conserva per i periodi di siccità, rinfresca l'aria durante i periodi più caldi e rende visibile al pubblico il valore dell'acqua. È allo stesso tempo un rifugio climatico e uno strumento didattico, capace di mostrare come l'architettura possa aiutare le città ad adattarsi attraverso sistemi ambientali semplici, leggibili e condivisi.

Il progetto mette insieme due riferimenti provenienti da luoghi ed epoche differenti, accomunati dal loro rapporto con l'acqua, l'aria e il benessere: le terme romane e le tradizionali graduation towers.
Le terme romane furono tra i primi spazi civici dedicati alla cura collettiva. Qui l'architettura dava forma a un rituale democratico costruito intorno al corpo, all'acqua e alla vita sociale. Non erano soltanto luoghi dedicati all'igiene, ma veri e propri interni pubblici nei quali le persone potevano incontrarsi, riposare, conversare, rigenerarsi e partecipare a un'idea condivisa di benessere.
Pluvia reinterpreta questo spirito in chiave contemporanea, traducendo le terme in un dispositivo urbano aperto capace di offrire ombra, refrigerio e un luogo in cui le persone possano fermarsi insieme.
Allo stesso tempo, il padiglione trae ispirazione dalle graduation towers, nelle quali l'acqua salina scorre attraverso strutture porose o ramificate ed evapora entrando in contatto con l'aria. Questo processo low-tech trasforma l'acqua in atmosfera, creando un microclima umido e arricchito di sale attraverso mezzi naturali, anziché tramite sistemi meccanici di climatizzazione.
Combinando la dimensione sociale delle terme romane con quella ambientale delle graduation towers, Pluvia diventa uno spazio civico nel quale l'acqua viene fatta circolare, percepita e compresa, anziché essere semplicemente consumata. Il progetto rende omaggio al passato utilizzando materia, clima e vita pubblica per stabilire una connessione autentica con la cultura romana.

Pluvia trasforma l'acqua piovana da risorsa urbana invisibile a esperienza visibile e tangibile, che può essere abitata e che rende percepibile ogni fase del ciclo dell'acqua. L'acqua piovana viene raccolta e immagazzinata per essere continuamente riutilizzata, trasformando un evento climatico temporaneo in una risorsa architettonica attiva.

Durante la stagione delle piogge, l'acqua raccolta interagisce con sali minerali e viene diffusa sotto forma di una sottile nebbia salina. Questo genera un microclima delicato e atmosferico che favorisce il comfort respiratorio, il rilassamento e il benessere. Nei periodi più caldi, l'acqua immagazzinata viene rimessa in circolo e la sua evaporazione raffredda l'aria circostante, trasformando il padiglione in un rifugio climatico ombreggiato.
Oltre alle sue prestazioni ambientali, Pluvia offre ai visitatori un momento di quiete all'interno della città. Il suono della pioggia che cade, l'odore della terra bagnata, l'effetto rinfrescante dell'acqua che evapora e la luce filtrata dalla copertura invitano a fermarsi e respirare. Non è soltanto un dispositivo climatico, ma anche uno spazio contemplativo.

(en)

The project addresses an issue that is becoming increasingly urgent in contemporary cities: the combination of rising temperatures, longer dry periods, and sudden, intense rainfall.
Urban heat islands are now a recurring summer condition, intensified by hard paving, dense construction, reduced vegetation, and reflective façades. Many public spaces become uncomfortable at the very time they are needed most, while newly installed green areas often take years to provide meaningful shade and refuge through their trees. In this context, shade, water, and climatic comfort must be considered public infrastructure.
Rome makes this contradiction particularly visible. The city has a long cultural and infrastructural history built around water, yet today it faces increasing pressure from droughts, heatwaves and an insufficient culture of rainwater reuse. Rain is often treated as something to drain away quickly, rather than as a resource to collect, store and reintroduce into the urban environment.
While sponge-city strategies are gaining relevance internationally, they are still not embedded strongly enough in everyday urban design. Pluvia proposes a small but replicable response: a pavilion that collects rain when it arrives, stores it for dry periods, cools the air during heat, and makes the value of water visible to the public. It is both a climatic refuge and a didactic tool, showing how architecture can help cities adapt through simple, legible and shared environmental systems.

The project brings together two references from different places and times that share a relationship with water, air, and well-being: Roman thermae and traditional graduation towers.
Roman baths were among the earliest civic spaces dedicated to collective care. There, architecture created a democratic ritual around the body, water, and social life. Not only were they places for hygiene, but they were also public interiors where people could gather, rest, converse, recuperate, and participate in a shared idea of well-being.
Pluvia reinterprets this spirit in a contemporary way by translating the thermae into an open, urban device that provides shade, cooling, and a place for people to pause together.
At the same time, the pavilion draws inspiration from graduation towers, (b), where saline water flows through porous or ramified structures and evaporates upon contact with the air. This low-tech process transforms water into atmosphere, creating a humid, salt-enriched microclimate through natural means rather than mechanical conditioning.
By combining the social aspect of Roman baths with the environmental aspect of graduation towers, Pluvia becomes a civic space where water is circulated, perceived, and understood, rather than passively consumed. It honors the past by using material, climate, and public life to establish a genuine connection with Roman culture.

Pluvia transforms rainwater from an invisible urban resource into a visible and tangible experience that can be inhabited, exposing every stage of the water cycle. Rainwater is collected and stored for continuous reuse, turning a temporary climatic event into an active architectural resource.

During the wet season, the collected water interacts with mineral salts and diffuses as a fine saline mist. This creates a soft, atmospheric microclimate that supports respiratory comfort, relaxation, and well-being. During warmer periods, the stored water is recirculated, and evaporation cools the surrounding air, turning the pavilion into a shaded, thermal refuge.
Beyond its environmental performance, Pluvia offers visitors a moment of stillness within the city. The sound of falling rain, the scent of wet earth, the cooling effect of evaporating water, and the filtered light of the roof invite them to pause and breathe. It is not only a climatic device but also a contemplative space.
